Morselli querela il segretario Palombella, UIL TARANTO: “Non ci facciamo intimorire”

“L’annuncio odierno da parte dell’A.D. Lucia Morselli, è semplicemente degno di un copione al suo ultimo atto. Il secondo in pochi mesi che, questa volta, ha come matrice il sacrosanto diritto di pensiero e critica circa le dichiarazioni, del segretario nazionale della UILM Rocco Palombella, rese al quotidiano ‘La Repubblica’ in relazione all’audizione di giorno 13 febbraio scorso alla IX Commissione del Senato”.

Così il coordinatore generale della UIL di Taranto Pietro Pallini.

E continua: “Dapprima, poi leggendo, non neghiamo che per un attimo abbiamo pensato che la comunicazione fosse invece improntata alle dimissioni dell’A.D. Lucia Morselli, se non altro come atto dovuto verso un’intera comunità e al Paese, ma invece, siamo alle solite.

Anche in questa pessima circostanza, non è solo il Segretario generale della UILM nazionale Rocco Palombella a essere preso di mira ma il sindacato, e questo voglio sottolinearlo. Anche questa volta sapremo far valere le nostre motivazioni dinanzi alla legge, ma soprattutto, nessuno confidi attraverso questi atti di imbavagliare il sentimento di un’organizzazione sindacale libera, che si onora del consenso più ampio tra i lavoratori all’interno della fabbrica e non solo, e che di tutto ciò sono oramai esausti”.

“Sono ore cruciali – dice Pallini – quelle che passeranno da qui a breve per il futuro della grande fabbrica, cui sono legate le sorti di migliaia di lavoratori, quelle di una comunità e del Paese.

Lunedì 19 febbraio a Roma ci aspettiamo che il Governo metta la parola fine all’avviata desertificazione di un territorio, comunicandoci il rilanciando della siderurgia per ciò che non solo in Italia, ma nel resto d’Europa è verosimile fare”.

E conclude: “Pretendiamo di trovarci di fronte a un modello di industria fatto di un sistema di regole certo e nel solco della Legalità. Un esempio di rispetto dell’Ambiente circostante, della Sicurezza, Salute e del Lavoro accompagnato dalle inevitabili misure di protezione sociale, tanto per i lavoratori tutti, quanto per le imprese, entrambi che con non poche difficoltà, a volte miracolosamente, quegli impianti hanno contribuito a mantenerli in vita.

Al Governo, un ultimo messaggio: Coraggio!”

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