“Dopo quasi un biennio di amministrazione straordinaria, i tre commissari, con la valutazione delle offerte vincolanti, entrano nella fase conclusiva, che prelude alla cessione dell’Ilva. Questa fase, la cui durata è stimata in un mese, sarà estremamente complessa e richiederà l’acquisizione di pareri, di elementi conoscitivi di diversa natura”.

 Così Giancarlo Turi che ribadisce “Tra i pareri, riteniamo vada inserito a pieno titolo anche quello  delle diverse componenti del territorio tra cui, doverosamente, quello dei lavoratori e delle loro rappresentanze”.

Precisa “ad oggi, in verità, il livello di interlocuzione intrattenuto ha riguardato unicamente le federazioni di categoria (Fim, Fiom e Uilm) interessate sistematicamente a livelli occupazionali-esuberi, ricorso agli ammortizzatori sociali, lavoratori delle imprese dell’indotto e dell’appalto. Del tutto ignorato risulta invece il livello confederale (territoriale, regionale e nazionale) cui competerebbe una valutazione decisamente più ampia  ed estesa alla sostenibilità complessiva della fabbrica sull’ambiente esterno. Da sempre, UIL Taranto ha evidenziato questo limite”.

Conclude “Le prove di maturità sono quelle che attendono tutti i soggetti convolti nella vicenda, a partire dai commissari che questa ulteriore fase saranno chiamati a governare. Come da noi più volte sostenuto, la crisi di Taranto si apre con l’Ilva e si chiude con l’Ilva”.

 

1° MAGGIO A TARANTO

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