CGIL CISL UIL di Taranto stigmatizzano le modalità con cui vengono condotte le sedute del Tavolo Istituzionale Permanente per l’area di crisi di Taranto, i cui lavori si svolgono, a differenza del passato, in assenza di un coinvolgimento contestuale di tutte le componenti istituzionali, politiche, economiche e sociali che ne fanno parte”.

Così Paolo Peluso, Antonio Castellucci e Giancarlo Turi, segretari generali dei Sindacati Confederali di Taranto, sulle riunioni in Prefettura a Taranto del Tavolo Istituzionale Permanente dell’Area di crisi per Taranto. Con estrema chiarezza  ribadiscono che “è questo il nuovo modus operandi impresso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sen. Mario Turco, che ne dirige i lavori”

In conclusione Peluso, Castellucci e Turi chiedono “l’immediata convocazione del Tavolo Istituzionale permanente in seduta plenaria al fine di conoscere l’esatto stato degli interventi e la nuova programmazione per il triennio 2020-22”.

- Il comunicato unitario

Nel comunicato unitario sottolineano le mancanze, le determinazioni di volta in vota assunte e le relative comunicazioni; l’assenza di una programmazione strategica pluriennale, di atti formali (verbali delle sedute).

Richiamano l’attenzione sulla recente interruzione – per insufficienza di fondi –  del Progetto “Verde Amico” ed il conseguente licenziamenti di 145 lavoratori; sul cambio di sede del Tecnopolo (da Palazzo Frisini all’Istituto “Acanfora”); della possibile definizione dell’acquisto della sede dell’istituenda Facoltà di Medicina finanziandola parzialmente con i fondi rimodulati dal MIBACT su tre interventi di palazzi storici della Città Vecchia (Palazzo Carducci, Palazzo Troilo e un edificio di Via Garibaldi).

Precisano,  “Ad oggi, le richieste di partecipazione ai lavori, regolarmente formalizzate dalle Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL,  attraverso specifiche istanze dirette al Presidente del Consiglio, sono rimaste prive di riscontro”.